Sergio Omassi

Sergio Omassi

Formatore in Comunicazione Efficace, Life Coach
Esperto di linguaggio non verbale


SCRIVIMI, TI RISPONDERÒ PRIMA DI QUANTO TU CREDA

how to get your boss off your back

Chi è sensibile, ovviamente lo è anche verso le critiche e quando le riceve la sua mente razionale prova frustrazione, risentimento o rabbia.

La sua "ragione" lo protegge e gli rende difficile vedere in se stesso la causa del problema: a livello emotivo non può permettersi di avere torto.
Il suo EGO vacillerebbe, insieme all'immagine che egli vuole dare di sé al mondo.

Si tratta di una "sentinella", che possiamo chiamare istinto, e che ha quotidianamente due sfere da proteggere: quella fisica e quella emotiva. Ogni giorno si mette in guardia per garantire benessere fisico e benessere emotivo.

Quando è minacciato il benessere fisico si attiva la reazione "attacca o fuggi", mentre quando è il benessere emotivo ad essere in pericolo nasce una reazione diversa, che si chiama "accetta o nega".

crisi di coppia

I problemi emotivi derivanti dalla fine di una relazione durata anni sono ben conosciuti, purtroppo, da molti di noi, soprattutto da coloro che sono stati lasciati e non se lo aspettavano.

In questi casi si parla di elaborazione del lutto, ovviamente non come morte fisica, ma come perdita affettiva e cambiamento.

Tra i numerosi sintomi di disagio che un distacco affettivo può causare, dei quali non voglio occuparmi in questa sede dal momento che nel web è possibile trovare una vera e propria messe di informazioni, ne esiste uno legato alla memoria, di cui ci si occupa meno e per questo, mi auguro, può essere utile il mio contributo.

In un interessante studio del 1985, portato avanti da Daniel Merton Wegner, scomparso psicologo sociale della Harward University, per la prima volta si parlò di "memoria transattiva", riferendosi a quella parte della memoria, a volte impressionante in misura, che conserviamo al di fuori del nostro cervello.

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Alcuni manuali sulle strategie di persuasione insegnano che il bravo operatore è colui che cerca di riflettere le posture o di assumere lo stile del proprio interlocutore, in modo da instaurare con lui una connessione emotiva.

La PNL (Programmazione Neurolinguistica) parla da anni della tecnica del ricalco, detta anche rispecchiamento, che si suddivide in una serie di tipologie di ricalco: formale, paraverbale, emotivo, culturale e verbale.

Alla luce dei più recenti studi in materia di persuasione, sembra che non sia più così vero che l'interlocutore si faccia persuadere facilmente da questa tecnica, che ormai, forse per averne sentito parlare spesso, vede come un atteggiamento di falsità.

Malcom Gladwell, sociologo canadese, giornalista scientifico del Washington Post e autore di numerosi saggi divenuti Best Sellers, ad esempio, parte da un punto di vista opposto.

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Per riuscire in questa impresa, non certo facile senza i giusti strumenti, è consigliabile prestare attenzione all'EGO del cliente, anziché al reclamo in sè.
In generale il cliente arrabbiato si divide in due categorie:
- Quello che ha un legittimo motivo per esserlo.
- Quello che si lamenta per una piccola cosa che lui stesso ha ingigantito.

Il più critico è ovviamente il secondo, che in fondo vi sta comunicando - a volte direttamente, altre volte al di là delle sue argomentazioni - un messaggio ben preciso: "Sono troppo importante per essere trattato così".

Martedì, 15 Marzo 2016 16:05

Qual'è la prospettiva del cliente?

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Un uomo cammina lungo la riva di un fiume da ore, macinando chilometri in cerca di un punto in cui sia possibile attraversarlo.
A un tratto, esausto, intravede sulla riva opposta un pescatore che è appena arrivato e sta preparando l'attrezzatura.
Nonostante la distanza e il forte vento, l'uomo decide di chiedergli aiuto, quindi mette le mani a mo' di megafono ed urla:
"Mi scusi, come faccio ad andare dall'altra parte?"
Il pescatore lo guarda un po', proteggendosi gli occhi dal sole con la mano tesa, poi urla a sua volta:
"Guardi che lei è già dall'altra parte!"

Una vecchia freddura, che offre però una chiave interessante per aprire il mio articolo di oggi sulle diverse prospettive da cui si possono guardare situazioni, problemi e obiettivi.

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Negli ultimi anni sono stato chiamato da varie aziende per selezionare o assistere silenzioso a selezioni del personale, così ho raccolto una certa quantità di dati e di impressioni, che vorrei condividere con voi, nella speranza che possano esservi utili qualora vi trovaste in una situazione del genere.

Innanzitutto, al di là dell'ovvio - che per esperienza così ovvio non è, chi si candida per un posto di lavoro dovrebbe essere consapevole che si sta mettendo "in vendita".

La prima impressione è quindi fondamentale, ma come si forma? Quali sono le leve su cui viene misurata nel bene e nel male?

Domenica, 28 Febbraio 2016 13:05

I codici stantii di alcune persone di potere

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Siamo da parecchi anni in un nuovo secolo e, non so voi, ma io vedo ancora troppe volte codici comportamentali che sfiorano l'arroganza addosso a chi siede dietro scrivanie come quelle di manager, primari, notai, sindaci, assessori, dirigenti pubblici e, in generale, dove esiste un ruolo da difendere, o forse da sottolineare.

Vorrei parlarne oggi, prendendo in esame alcuni di quegli atteggiamenti che creano distanza e barriera tra chi li attua e i suoi interlocutori.

A volte mi capita di essere ricevuto da un manager o titolare di azienda, dopo aver fatto la mia bella anticamera per almeno dieci o quindici minuti oltre l'orario stabilito, nonostante la mia visita nasca da una sua richiesta di incontro.

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Del linguaggio non verbale e della sua rilevanza nella comunicazione ho parlato più volte nei miei articoli su questo Blog, basta scorrere l'archivio per trovarne parecchi.

Oggi vorrei dare alcuni spunti riguardo al linguaggio non verbale dei leader: come si muovono le persone che hanno un ruolo di guida per gli altri?

Innanzitutto credo sia buona cosa ricapitolare i principi cardine della materia, tenendo a mente che la comunicazione non verbale si esprime soprattutto attraverso i seguenti cinque canali:

CINESICO (i movimenti e la gestualità).

PROSSEMICO (la gestione degli spazi e delle distanze tra gli interlocutori).

APTICO (la modalità di contatto e auto-contatto manuale).

VOCALE (intonazione, intensità, ritmo e tono della voce, suoni non verbali che emettiamo, come sospiri, raschiamenti della gola, suoni nasali, ma anche silenzi).

CRONEMICO (i tempi della comunicazione: pause, ritmo, alternanza dei turni tra chi parla e chi ascolta, interruzioni dominanti).

Domenica, 14 Febbraio 2016 17:51

Se mi invadi... non posso stimarti.

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Molte delle nostre rabbie dipendono da invasioni del nostro territorio da parte degli altri.
Quali sono i limiti?
Come proteggiamo i confini?
Quanti territori abbiamo da difendere?

Antonella è una giovane candidata che si presenta a un colloquio di selezione.
Il ruolo in gioco è quello della seconda segretaria del manager.
Trattandosi di una donna piuttosto spigliata e aperta alle relazioni, dimostra subito la sua energia andando a stringere la mano, uno per uno, ai tre selezionatori e presentandosi con voce chiara e assertiva, prima di accomodarsi a sedere.

Sabato, 06 Febbraio 2016 17:46

Il linguaggio della seduzione

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Cosa significa "sedurre"?

Quando sentiamo la parola seduzione, il nostro immaginario di solito si muove verso significati come: invitare a cena qualcuno che ci interessa sessualmente, poi a vedere la nostra collezione di farfalle, poi a sedersi con noi sul divano e in seguito, di grazia, a copulare felicemente insieme a noi.

Per il latini non era così riduttivo, lo spiego sempre nei miei corsi di vendita seduttiva: l'antica espressione secum ducere, infatti, significa portare con sé, ovvero accompagnare qualcuno verso la propria idea, coinvolgerlo, ottenere un consenso.
Anche un prodotto può essere seduttivo e condurci a se stesso, i pubblicitari lo sanno bene.

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