Sergio Omassi

Sergio Omassi

Formatore in Comunicazione Efficace, Life Coach
Esperto di linguaggio non verbale


SCRIVIMI, TI RISPONDERÒ PRIMA DI QUANTO TU CREDA

power poseCredo che tutti voi abbiate sentito parlare del linguaggio del corpo e della comunicazione non verbale (CNV).

In commercio esistono parecchie pubblicazioni su questo tema, dalle più scientifiche alle più dozzinali; sui settimanali se ne parla spesso; ci sono serie televisive dedicate, come Lie to me e The Mentalist.

Esistono varie scuole di pensiero sulla CNV: alcune insegnano a leggere le micro espressioni del viso (la serie televisiva Lie to me è basata proprio su questa visione), altre, come quella da cui provengo che si chiama comunicazione analogica non verbale, interpretano i pruriti che scattano durante il dialogo e i conseguenti toccamenti del proprio corpo.

Io stesso ne ho parlato in uno dei miei primi articoli su questo blog: Il linguaggio del corpo, una lettura al di là delle parole.

Ho notato che nella stragrande maggioranza della sua divulgazione abbiamo parlato molto più di come leggerla sugli altri, e sottovalutato troppo spesso di raccontarvi la sua valenza eccezionale nell'auto-lettura e in quello che ci può offrire nei termini di autoconsapevolezza e benessere personale.

Martedì, 05 Luglio 2016 08:10

Autostima, sicurezza di sé e... maschere

fonzieCredo esista una certa confusione tra i concetti di autostima e sicurezza di sé. Spesso tendiamo ad assimilarli allo stesso significato, ma presentano due caratteristiche inconsce ben distinte.

La sicurezza di sé è il grado di efficacia che una persona ritiene di poter raggiungere in una particolare situazione o cimentandosi in una precisa sfera di competenza.

L'autostima, invece, è il canone di misura di quanto una persona piace a se stessa, o si ritiene degna di ricevere e godere le cose belle della vita.

Giovedì, 16 Giugno 2016 14:33

Il pedaggio del pessimismo

pessimism01

Due amici, uno pessimista ed uno ottimista, si trovano a un certo punto in una situazione veramente difficile, una di quelle in cui non si vedono vie d'uscita.
Entrambi si fermano a pensare, ognuno per i fatti suoi, alla realtà che stanno vivendo, quando il pessimista prende la parola e dice:
"Siamo proprio in un mare di merda!"
L'amico ottimista si volta verso di lui, lo guarda sorridendo e risponde: "Bene, se gela pattiniamo!"

Sentii questa storiella da uno zio che, nella sua semplicità, stava provando a passarmi un concetto. Ero un dodicenne e il concetto passò a tal punto che oggi non ricordo nemmeno il motivo per cui zio Enos (a volte un nome la dice lunga) volle insegnarmi ad essere ottimista.

Mercoledì, 11 Maggio 2016 15:34

La sindrome da Capitano

boss01

Nella mia esperienza di consulente in azienda ho incontrato molti leader, alcuni dei quali hanno avuto la mia ammirazione per la capacità di gestione e la fluidità di lavoro che riuscivano a creare nel team, muovendosi soprattutto su un lato "umano", mantenendosi umili e riuscendo ad essere ottimi punti di riferimento per ogni singolo componente del gruppo.
In questi casi fui io ad imparare molto e il mio intervento servì solamente a registrare alcune valvole che potevano lavorare ancora meglio.
Per contro, ho osservato anche manager che rendevano veritiero uno degli illuminati aforismi di Oscar Wilde che recita: "è con le migliori intenzioni che a volte si producono gli effetti peggiori".

woman nose

Marco chiede a Roberta: "Come va?"
Lei risponde: "Alla grande!" ma contemporaneamente si sfrega la base del naso con un dito.

Chiedi a tuo figlio se ha fatto i compiti e lui, rispondendo "sì" fa un piccolo passo indietro.

Il tuo amico dice: "Con quella donna non ci uscirei nemmeno su un'isola deserta", e appena dopo aver pronunciato quelle parole si passa la lingua sulle labbra.

La tua collega alla macchina del caffè ti sta raccontando le sue vacanze e ti dice di aver incontrato un uomo molto interessante, del quale la intrigano soprattutto la cultura e la sensibilità. Peccato che nel dirlo si gratti un attimo all'interno dell'orecchio.

how to get your boss off your back

Chi è sensibile, ovviamente lo è anche verso le critiche e quando le riceve la sua mente razionale prova frustrazione, risentimento o rabbia.

La sua "ragione" lo protegge e gli rende difficile vedere in se stesso la causa del problema: a livello emotivo non può permettersi di avere torto.
Il suo EGO vacillerebbe, insieme all'immagine che egli vuole dare di sé al mondo.

Si tratta di una "sentinella", che possiamo chiamare istinto, e che ha quotidianamente due sfere da proteggere: quella fisica e quella emotiva. Ogni giorno si mette in guardia per garantire benessere fisico e benessere emotivo.

Quando è minacciato il benessere fisico si attiva la reazione "attacca o fuggi", mentre quando è il benessere emotivo ad essere in pericolo nasce una reazione diversa, che si chiama "accetta o nega".

crisi di coppia

I problemi emotivi derivanti dalla fine di una relazione durata anni sono ben conosciuti, purtroppo, da molti di noi, soprattutto da coloro che sono stati lasciati e non se lo aspettavano.

In questi casi si parla di elaborazione del lutto, ovviamente non come morte fisica, ma come perdita affettiva e cambiamento.

Tra i numerosi sintomi di disagio che un distacco affettivo può causare, dei quali non voglio occuparmi in questa sede dal momento che nel web è possibile trovare una vera e propria messe di informazioni, ne esiste uno legato alla memoria, di cui ci si occupa meno e per questo, mi auguro, può essere utile il mio contributo.

In un interessante studio del 1985, portato avanti da Daniel Merton Wegner, scomparso psicologo sociale della Harward University, per la prima volta si parlò di "memoria transattiva", riferendosi a quella parte della memoria, a volte impressionante in misura, che conserviamo al di fuori del nostro cervello.

mirroring

Alcuni manuali sulle strategie di persuasione insegnano che il bravo operatore è colui che cerca di riflettere le posture o di assumere lo stile del proprio interlocutore, in modo da instaurare con lui una connessione emotiva.

La PNL (Programmazione Neurolinguistica) parla da anni della tecnica del ricalco, detta anche rispecchiamento, che si suddivide in una serie di tipologie di ricalco: formale, paraverbale, emotivo, culturale e verbale.

Alla luce dei più recenti studi in materia di persuasione, sembra che non sia più così vero che l'interlocutore si faccia persuadere facilmente da questa tecnica, che ormai, forse per averne sentito parlare spesso, vede come un atteggiamento di falsità.

Malcom Gladwell, sociologo canadese, giornalista scientifico del Washington Post e autore di numerosi saggi divenuti Best Sellers, ad esempio, parte da un punto di vista opposto.

dispute03

Per riuscire in questa impresa, non certo facile senza i giusti strumenti, è consigliabile prestare attenzione all'EGO del cliente, anziché al reclamo in sè.
In generale il cliente arrabbiato si divide in due categorie:
- Quello che ha un legittimo motivo per esserlo.
- Quello che si lamenta per una piccola cosa che lui stesso ha ingigantito.

Il più critico è ovviamente il secondo, che in fondo vi sta comunicando - a volte direttamente, altre volte al di là delle sue argomentazioni - un messaggio ben preciso: "Sono troppo importante per essere trattato così".

Martedì, 15 Marzo 2016 16:05

Qual'è la prospettiva del cliente?

Looking out cropped01

Un uomo cammina lungo la riva di un fiume da ore, macinando chilometri in cerca di un punto in cui sia possibile attraversarlo.
A un tratto, esausto, intravede sulla riva opposta un pescatore che è appena arrivato e sta preparando l'attrezzatura.
Nonostante la distanza e il forte vento, l'uomo decide di chiedergli aiuto, quindi mette le mani a mo' di megafono ed urla:
"Mi scusi, come faccio ad andare dall'altra parte?"
Il pescatore lo guarda un po', proteggendosi gli occhi dal sole con la mano tesa, poi urla a sua volta:
"Guardi che lei è già dall'altra parte!"

Una vecchia freddura, che offre però una chiave interessante per aprire il mio articolo di oggi sulle diverse prospettive da cui si possono guardare situazioni, problemi e obiettivi.

Pagina 4 di 5

SERGIO OMASSI CHI

Academy AR

BOOK

CONTATTAMI SU WHATSAPP omassi

whatsapp

ARTICOLI NEL BLOG

CONTATTA SERGIO OMASSI

STUDIO:
Via Luigi Gadola, 33
25136 Brescia

training@omaxi.net
+39 346 2858832

SEGUI SERGIO OMASSI

facebook   linkedin   camTv
 
 
Vai all'inizio della pagina