Sergio Omassi

Sergio Omassi

Sono un life coach e un formatore: ti aiuto a prendere la direzione migliore, rispettando la molteplicità che ti contraddistingue.


SCRIVIMI, TI RISPONDERÒ PRIMA DI QUANTO TU CREDA

Il brainstorming è davvero utile al processo creativo?La pratica del brainstorming, ovvero della tempesta di cervelli, è tuttora molto utilizzata nella maggior parte delle aziende strutturate che devono produrre idee.

Nella mia costante curiosità ho fatto una ricerca sulla sua validità ed ho scoperto che la credenza comune a riguardo non è suffragata dalle ricerce che sono state fatte sull'argomento. Il brainstorming è ancora efficace, garantisce i risultati attesi, ovvero la produzione di idee funzionali e operative? Sembra che la risposta sia negativa, ma partiamo dall'inizio.

Cosa significa realmente lo sbadiglio dell'interlocutore mentre parli?Sarà capitato anche a te di notare un sonoro sbadiglio dell'interlocutore mentre stai parlando, raccontando qualcosa, spiegando un concetto.
Sicuramente non l'hai presa bene poiché siamo abituati ad associare lo sbadiglio alla stanchezza, alla noia, al disinteresse.
Forse ti sei fatto un esame di coscienza e hai pensato di essere stato logorroico, magari hai cambiato discorso, oppure ti sei infastidito per quel gesto "poco educato".

Una ricerca del 2008 nata presso la State University di New York, nel distretto di Albany, spiega molto bene perché sbadigliamo.

Cosa ci dicono le scarpe dell'interlocutore?

Anche la scelta dell'abbigliamento e degli accessori che ci portiamo addosso è riconducibile al linguaggio del corpo, poiché esprime delle precise scelte relative a come vogliamo essere percepiti. Sono scelte spesso inconsapevoli che, però, creano impressioni specifiche nell'altro.

Nel 2012 un gruppo di psicologi dell'Università del Kansas ha condotto una ricerca sulla correttezza della prima impressione basata sull'osservazione delle calzature dell'interlocutore.
Fu preso un primo campione di 108 individui, tra i diciotto e i cinquantacinque anni di età, ai quali venne chiesto di fornire le fotografie delle scarpe che utilizzavano di più.
A un secondo gruppo di persone venne chiesto, invece, di osservare le scarpe fotografate e di formulare ipotesi sulla personalità, le caratteristiche sociali e i guadagni dei soggetti, che non potevano vedere e non conoscevano.

Il risultato della ricerca è davvero interessante.

Martedì, 08 Novembre 2016 10:31

Come si può uscire dalla pratica del monologo?

Uscire dalla pratica del monologo

“La maggior parte della gente ascolta con l’intenzione di rispondere, non con il desiderio di capire.”
[Arthur Conan Doyle]

Chi di voi ha un profilo facebook ha sicuramente visto, anche più di una volta, questa frase nel suo streaming. È stata postata tantissimo, spesso senza nemmeno citarne la fonte: da molti è stata venduta come farina del proprio sacco, come tantissimi aforismi significativi che girano in rete, ma che non riportano il nome reale di chi ha pronunciato o scritto quelle parole prima di tutti.
Questo pensiero di Doyle è piaciuto tantissimo in generale e ha ricevuto un’infinità di condivisioni, di like, di tweet e re-tweet: ci sono stati mesi in cui personalmente l’ho visto più di una volta nello stesso giorno, postato da persone diverse. Un grande successo trasversale insomma.

C’è da chiedersi per quale motivo, nonostante ci troviamo quasi tutti d’accordo su questa espressione, esistano ancora molti individui che proprio non sanno ascoltare, anzi, sembra che ascoltino se stessi quando parlano.

working motivation 01

Se si ha un perché, si sopporta ogni come.

In una zona arida dell'Africa ci sono tre uomini al lavoro, sotto il sole cocente.
Un bambino si avvicina e, rivolgendosi al primo uomo che sta scavando con una pala nella dura terra, chiede: "cosa stai facendo?"
L'uomo asciugandosi la fronte risponde: "Sto scavando, non lo vedi? Mi pagano per questo."
Il bambino prosegue e si avvicina al secondo uomo, che sta posizionando dei mattoni di fango essiccato uno accanto all'altro e gli fa la stessa domanda.
L'uomo risponde: "Mi pagano per posare dei mattoni in circolo, ed è quello che sto facendo."
Il bimbo continua a camminare e raggiunge il terzo uomo, quello che prepara i mattoni di fango e li posiziona al sole per farli seccare. Anche a lui chiede "cosa stai facendo?"

Mercoledì, 02 Novembre 2016 14:27

Le 12 scuse che ci danno un alibi per comprare

acquisto motivazione 06

Quante volte hai comprato qualcosa per poi dirti "non mi serviva"? In quel momento, che io chiamo il risveglio dall'ipnosi, ti rendi conto che non utilizzerai l'articolo che hai acquistato, o lo userai poco, quindi si accende una sorta di pentimento.

Oggi gli esperti di marketing sostengono che non è vero che compriamo cose che non ci servono: ci servono eccome!

Molte volte abbiamo bisogno di questi acquisti non per il loro utilizzo pratico - che spesso è appunto molto diradato nel tempo - ma per colmare un desiderio concreto, a volte acuto, che non è consapevole e razionale.

L'essere umano ha necessità fondamentali, come quella del cibo, di una dimora confortevole e di qualche vestito essenziale, ma tutto il resto? Nella categoria "tutto il resto", spesso non acquistiamo l'oggetto in sé ma qualcos'altro. E chi si occupa di marketing ci sa vendere proprio quello.

emoticon 01 800L'idea di scrivere questo articolo mi è arrivata quando ho visto, qualche mese fa, una splendida ed efficace campagna creata dall'agenzia francese Rosapark, per l'Associazione parigina Innocence En Danger, attiva dal 1998 contro la pedopornografia online.

I creativi di Rosapark, con un vero guizzo di intelligenza, hanno trovato un modo di attirare l'attenzione dei genitori, simulando le cosiddette emoticon in una forma umana, per sottolineare che oggi nel web e nella messaggistica che lo contraddistingue, queste "faccine" possono creare trappole emozionali.

BadAdvice 00Non è sano portare a casa i problemi di lavoro.

Abbiamo tutti sentito o letto questa frase almeno una vota nella vita e sono convinto che non esista essere umano al mondo che non la trovi sacrosanta, nel suo tutelare le persone che amiamo, evitando loro di vederci nervosi a causa di noie lavorative.

Permettetemi di riformulare la frase al contrario e ditemi se non funziona anche così: non è sano portare i problemi familiari nell'ambiente di lavoro.
Eppure accadono entrambe queste situazioni, forse perché siamo "poco sani" in fondo.

Chi, per posizione professionale, deve rendere conto dei suoi risultati a un superiore, può trovarsi, a volte, a dover fare i conti con una luna storta di quest'ultimo.

Lunedì, 17 Ottobre 2016 09:21

Il marketing del senso di colpa

guilt01

Esistono vari livelli di peso quando parliamo di senso di colpa, uno dei vincoli emotivi più frequenti a mio avviso, insieme alla paura del giudizio, alla disistima in se stessi, al timore del rifiuto e dell'abbandono affettivo.

Oggi voglio parlare di un certo tipo di senso di colpa, che potremmo definire latente nella nostra società, poiché non siamo consapevoli di viverlo finché qualcuno non ce lo sbatte in faccia, e certamente non invalida troppo la nostra vita di tutti i giorni, come invece fa un sentimento di colpa pesante, dovuto a un'azione o una scelta che abbiamo commesso e che ha portato una persona cara - o noi stessi - a soffrire.

Il punto è che sin da bambini, seppur con le migliori intenzioni da parte di genitori e educatori, veniamo educati a sentirci in colpa e si genera in noi una sorta di nervo scoperto che ci accompagna per tutta la vita.

Lunedì, 10 Ottobre 2016 16:25

L'ipnosi che subiamo nei supermercati

stupid customerCome può essere che al ritorno dal supermercato la maggior parte di noi si rende conto di aver acquistato più di un prodotto che non era nella lista? I motivi sono molteplici, ma uno dei principali riguarda come è strutturato il percorso all'interno del supermercato, ovvero come veniamo letteralmente accompagnati ad acquistare determinati prodotti, semplicemente grazie alla loro disposizione tra entrata ed uscita e sui rispettivi scaffali.

Pagina 5 di 7

SERGIO OMASSI CHI

Academy AR

BOOK

CONTATTAMI SU WHATSAPP omassi

whatsapp

ARTICOLI NEL BLOG

CONTATTA SERGIO OMASSI

STUDIO:
Via Luigi Gadola, 33
25136 Brescia

training@omaxi.net
+39 346 2858832

SEGUI SERGIO OMASSI

facebook   linkedin   camTv
 
 

logo white

Vai all'inizio della pagina