BOOK

 

Manuale per la Relazione con Te

di Sergio Omassi

Pubblicazione prevista entro settembre 2021

 

Introduzione

“Se una persona non è capace
di dare ordine ai propri pensieri,
la sua attenzione verrà attirata
da quello che al momento è più problematico:
si concentrerà su qualche dolore vero o immaginario,
su rancori recenti o vecchie frustrazioni.”

Rieccomi dopo un anno che per molti di noi è passato con il peso di almeno due, se non di più.
La pandemia con le sue restrizioni; l’isolamento che i meno fortunati hanno dovuto vivere in totale solitudine, mentre altri si sono sentiti chiusi in gabbia con il proprio carnefice; la paura di essere contagiati da una parte e la col-lera dei negazionisti dall’altra; le fazioni pro-vaccino contro quelle anti-vaccino; il lavoro che in tanti hanno perso e i li-cenziamenti che altri hanno dovuto fare; l’impossibilità di abbracciarsi serenamente, il divieto di stringersi la mano, di condividere fisicità… tutto questo, e ben altro ancora, al di là dei torti o delle ragioni, ha reso i mesi appena passati una prova emotiva molto difficile per ognuno di noi. E come tutte le prove difficili, alcuni ne sono usciti a testa alta, altri meglio di prima, mentre molte persone stanno tuttora pa-gando un disagio e non riescono a rimettersi in piedi.

Mentre scrivo questa prefazione, ogni giorno il main-stream, seppur molto cautamente, ci regala notizie confor-tanti e sembra che il peggio sia ormai alle nostre spalle, no-nostante il fantasma di qualche variante del virus continui ad aleggiare sulle nostre teste. Tra pochi giorni tutta l’Italia sarà in zona bianca e, a parte la noia persistente di dover ancora indossare la mascherina in certe occasioni, ci sen-tiamo tutti come all’alba del 25 aprile del secolo scorso, con una guerra che sembra terminata e opportunità di rinascita che si profilano all’orizzonte.
Una delle domande che mi sono rivolto più spesso, ri-spondendomi ogni volta allo stesso modo, è perché alcune persone riescono a superare bene i momenti di crisi, altre addirittura sanno sfruttare le criticità della vita come fosse-ro le maglie di un tappeto elastico per volare più in alto di prima, mentre qualcuno rimane fermo, a subire ciò che per qualcun altro è un’opportunità.
La risposta a questa domanda la trovi in un interessante saggio di Nassim Nicolas Taleb, che si intitola “Antifragi-le” , nel quale l’autore dimostra che esistono persone, ma anche sistemi come governi, banche, imprese, che riescono a sfruttare incertezza, variabilità, caos, disordine, entropia, stress, agitazione guadagnandosi un miglioramento delle condizioni iniziali (antifragilità), mentre altre persone o si-stemi ne vengono penalizzati (fragilità). Si tratta, a mio avvi-so, di una sorta di evoluzione del concetto di resilienza, per-ché intravede e dimostra la possibilità, non solo di resistere agli urti della vita e di riuscire a tornare quelli di prima, ma di saper sfruttare il momento di crisi cogliendone le oppor-tunità, per diventare meglio di come si era prima.

Per mia deformazione professionale, occupandomi quo-tidianamente di emozioni in uno scenario squisitamente umano, lascio ad altri le indagini su sistemi, governi o ban-che e la mia curiosità indugia sul mondo delle persone: pos-so affermare che dietro l’antifragilità, che pochi esseri uma-ni hanno, esiste una condizione pregressa, senza la quale es-sere antifragili è improbabile e si rischia di rimanere vittime del destino, quand’esso sia foriero di disagi. La condizione cui mi riferisco è un rapporto con se stessi fondato sull’equilibrio emotivo, sull’autoconsapevolezza e sulla ca-pacità di gestione dei propri stati emotivi. Tutta roba che a scuola non ci è stata insegnata e che i più fortunati di noi hanno appreso per contagio da qualche modello virtuoso, che può essere stato un genitore o un adulto particolarmen-te significativo, portatore di queste doti.

Ho trascorso l’ultimo anno con meno tempo libero ri-spetto alla prima ondata della pandemia, che mi diede la possibilità di scrivere il mio primo saggio, Manuale per Rela-zioni Fondamentali . Il motivo del minore tempo libero è stata da un lato la crescente attività di aiuto emotivo alle persone che me lo chiedevano, tramite sessioni di coaching in video-call, dall’altro un aumento delle domande di forma-zione a distanza tramite webinar. In entrambe le esperienze, quasi quotidiane, ho toccato con mano le difficoltà di molte anime che stavano vivendo un isolamento in completa soli-tudine, ma anche di alcune che erano costrette, di punto in bianco, a convivere più ore al giorno con un coniuge rima-sto tale solamente sulla carta, o con un partner che nei pe-riodi pre-pandemia evitavano rigorosamente, grazie ad alibi lavorativi o strategici impegni mondano-ludico-culturali or-ganizzati in solitaria.
In entrambe le sfumature di disagio - appunto quella de-gli inquilini solitari da una parte e quella dei forzati a essere 24 ore al giorno coinquilini di soggetti poco amabili dall’altra - ho intravisto sempre una grande difficoltà nel re-lazionarsi con se stessi, così eccomi qui con un nuovo titolo, che riguarda la relazione che è fondamentale più di ogni al-tra, ovvero quella con la nostra parte emotiva.

Ancora una volta, come già feci puntualmente nell’introduzione al saggio precedente, devo sottolineare che nelle pagine che seguono troverai molti concetti che per la maggior parte non sono farina del mio sacco, ma com-pongono un nuovo distillato di ciò che ho appreso nel mio cammino di curioso delle relazioni umane e delle dinamiche emotive, iniziato più di trent’anni fa. Per ogni concetto non mio ti fornirò indicazioni su dove trovare lo studio a cui mi riferisco, con le consuete note a piè di pagina che - se hai letto il mio precedente manuale lo sai già - considero la via maestra per nutrire le menti come la mia, schiave di bulimia da approfondimento.
Considera, quindi, questo libro come un manualetto rias-suntivo - che i più attempati come me chiamano bigino dai tempi del liceo - nato con l’intenzione di offrire spunti di ri-flessione e suggerimenti di approfondimento a chi non è uno psicologo, uno psicoterapeuta, o una figura relativa-mente recente dell’aiuto emotivo, come il coach o il counse-lor. Ognuna di queste figure, infatti, mi auguro abbia già masticato e digerito da tempo quanto sto per raccontarti.

In più punti di questo lavoro ci sono riferimenti a temati-che che ho trattato nel primo, il Manuale per Relazioni Fondamentali che, per questo motivo, sarebbe da leggere prima, se non l’hai già fatto.

Se anche uno solo dei concetti che tratterò nelle prossi-me pagine ti aiutasse a vivere meglio o a risolvere un disagio emotivo, mi considererò ripagato per la passione che anima il mio impegno nel conoscere sempre più sfumature dell’emotività umana.

Più gente felice abbiamo intorno, più è facile che siamo felici a nostra volta, per questo credo che ognuno di noi ab-bia il dovere, quantomeno, di provarci.

Grazie per aver in mano questo libro.

Sergio Omassi

Brescia, 24 giugno 2021

 

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