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Venerdì, 18 Settembre 2020 16:07

Il paradigma dei buoni rapporti

Il paradigma dei buoni rapporti

È proprio necessario fare un corso per mettersi nei panni dell'altro? Sapersi mettere nel punto di vista dell'altro, o essere incapaci di farlo, dipende anche dal grado di umiltà di ognuno, ma in certi casi è assolutamente consigliabile riuscire a farlo, anche solo per una mera questione di "sano egoismo", o semplicemente per non dover rimpiangere di non averlo fatto.

Domenica, 29 Dicembre 2019 10:59

Come ti nascondi?

giu la maschera 01[Tempo di lettura: 4 minuti] La solitudine che molti stanno vivendo come individui, nonostante i continui contatti con gli altri tramite gli strumenti che ormai sono sempre con noi, era stata preannunciata più di cinquant'anni fa. Esiste un antidoto?

Lunedì, 01 Luglio 2019 17:57

Sui legami e sulla libertà

legami 001Perché pensiamo che libero è bello?

In un'epoca in cui tutto si muove sull'idea di autonomia e indipendenza personale, ci stiamo pericolosamente trasformando in "individui" e siamo sempre meno "persone".

Mercoledì, 15 Maggio 2019 11:38

Conosci le fasi dell'amore?

Sergio Omassi Fasi Amore 01Sono 4 le fasi che attraversa l'amore

Ha il suo apice nell'innamoramento, ha ispirato innumerevoli poeti e poetesse, ha spinto a fare pazzie un'infinità di persone e lo ha fatto sempre attraverso la chimica.

Do per scontato che tutti, anche il seduttore più incallito, mirino in fondo all'amore romantico.

Ci innamoriamo di chi può compensare i nostri difetti, le nostre mancanze, anche quelle che non confesseremmo mai neppure a noi stessi. Secondo la più evoluta - a mio parere - psicologia contemporanea1, il nostro desiderio non è mai, in realtà, verso una persona, ma verso il desiderio che quella persona prova: ci innamoriamo del desiderio dell'altro, desideriamo che ci desideri.

Mercoledì, 12 Dicembre 2018 08:36

La legge del più forte

legge del piu forte 01

Possiamo invertire la rotta?

Spesso mi trovo a pensare cose veramente banali, come il fatto che l'umanità sia divisa fondamentalmente in due:

1 - Quelli che si muovono con il cuore e gestiscono il proprio ego, preoccupandosi anche degli altri, di come si sentono, di come farli stare meglio.

2 - Quelli che "prima vengo io", che pensano al proprio interesse e a quello dei propri famigliari (quando va bene), ma per il resto non si preoccupano di come stanno gli altri, o preferiscono non vedere.

Banale ed ovvio, ma sono uno che sa scorgere ormai al di là del bagliore accecante del banale e dell'ovvio. Mi trovo spesso a sguazzarci nell'ovvio, a fare voli pindarici su come, ad ogni modo, ci stiamo sguazzando alla stragrande tutti... in questo ovvio autoimmunizzante che ci fa continuare a dire “è così che funziona”.

Mercoledì, 28 Novembre 2018 08:56

Sei una vittima? Spesso puoi scegliere di smettere.

Coppia in crisi2Cosa si cela dietro le dinamiche vittima-carnefice in una coppia?

Mi capita sempre più spesso nelle sessioni di coaching che tengo con i miei clienti, maschi o femmine che siano, di trovarmi ad ascoltare una serie di angherie subite, reali o presunte, da parte del partner.  Sfoghi - che prontamente blocco sul nascere al massimo dopo cinque minuti - in cui la vittima da un lato descrive minuziosamente le mancanze del partner, dall’altro si trova a celebrare inconsapevolmente la propria capacità di sopportazione, in odore di santità.

Giovedì, 12 Ottobre 2017 15:42

Lo stupido: se lo conosci, lo eviti

Quanto sono pericolose le persone stupide?

lo stupido

Fin da bambini siamo stati abituati, chi più chi meno, a sentirci chiamare stupidi qualche volta, da amici, da insegnanti vecchio stampo, da genitori, da preti e compagnia bella. Credo inoltre che la maggior parte di noi abbia a sua volta dato questo titolo a qualcuno, magari solo col pensiero.

Prendiamo il primo vocabolario di lingua italiana che abbiamo a portata di click, ad esempio Garzanti, e leggiamo la definizione della parola STUPIDO: tardo nel comprendere, ottuso di mente, poco intelligente.

Chi ha avuto a che fare con uno o più stupidi nella vita, leggendo una definizione del genere potrebbe pensare "Magari!". Sì, perché lo stupido non è solamente tardo nel comprendere, ottuso di mente e poco intelligente. Lo stupido fa danni.

Sabato, 25 Marzo 2017 10:09

Risonanza e dissonanza emotiva

Designed by FreepikSul piano emozionale, creiamo più "duetti" o "duelli"?

Gli studi sull'Intelligenza Emotiva, iniziati da Daniel Goleman negli anni ottanta del secolo scorso e tutt'ora in una fase molto fertile, stanno cambiando l’approccio al mondo delle emozioni, in maniera lenta ma continua, soprattutto in ambito lavorativo.

Se fino a circa trent’anni fa le aziende misuravano la validità di un candidato secondo i vecchi canoni del QI (quoziente intellettivo), oggi, nelle imprese più evolute e proiettate nel futuro, questa misurazione viene fatta su quello che possiamo abbreviare in QE (quoziente emotivo). In altre parole, si privilegiano i soggetti con spiccate attitudini relazionali come: consapevolezza di sé, gestione di sé, consapevolezza sociale e gestione delle relazioni. Tutte doti imprescindibili, ad esempio, per un leader che sia degno di questo nome.

Martedì, 08 Novembre 2016 10:31

Come si può uscire dalla pratica del monologo?

Uscire dalla pratica del monologo

“La maggior parte della gente ascolta con l’intenzione di rispondere, non con il desiderio di capire.”
[Arthur Conan Doyle]

Chi di voi ha un profilo facebook ha sicuramente visto, anche più di una volta, questa frase nel suo streaming. È stata postata tantissimo, spesso senza nemmeno citarne la fonte: da molti è stata venduta come farina del proprio sacco, come tantissimi aforismi significativi che girano in rete, ma che non riportano il nome reale di chi ha pronunciato o scritto quelle parole prima di tutti.
Questo pensiero di Doyle è piaciuto tantissimo in generale e ha ricevuto un’infinità di condivisioni, di like, di tweet e re-tweet: ci sono stati mesi in cui personalmente l’ho visto più di una volta nello stesso giorno, postato da persone diverse. Un grande successo trasversale insomma.

C’è da chiedersi per quale motivo, nonostante ci troviamo quasi tutti d’accordo su questa espressione, esistano ancora molti individui che proprio non sanno ascoltare, anzi, sembra che ascoltino se stessi quando parlano.

Venerdì, 08 Aprile 2016 13:42

Lasciarsi dopo anni è un danno per la memoria

crisi di coppia

I problemi emotivi derivanti dalla fine di una relazione durata anni sono ben conosciuti, purtroppo, da molti di noi, soprattutto da coloro che sono stati lasciati e non se lo aspettavano.

In questi casi si parla di elaborazione del lutto, ovviamente non come morte fisica, ma come perdita affettiva e cambiamento.

Tra i numerosi sintomi di disagio che un distacco affettivo può causare, dei quali non voglio occuparmi in questa sede dal momento che nel web è possibile trovare una vera e propria messe di informazioni, ne esiste uno legato alla memoria, di cui ci si occupa meno e per questo, mi auguro, può essere utile il mio contributo.

In un interessante studio del 1985, portato avanti da Daniel Merton Wegner, scomparso psicologo sociale della Harward University, per la prima volta si parlò di "memoria transattiva", riferendosi a quella parte della memoria, a volte impressionante in misura, che conserviamo al di fuori del nostro cervello.

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