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Sabato, 03 Agosto 2019 08:17

L’ombra della gratitudine In evidenza

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gratitudine 01[Tempo di lettura: 4 minuti] Come funziona la gratitudine nell'essere umano? Si basa su una scala logico/razionale, oppure dipende da fattori emotivi? Proviamo a pensarci, in onore di madri e padri che a volte, sul piano della gratitudine, non sentono reciprocità dai propri figli.

Essendo da sempre affascinato dal linguaggio non verbale, che nel tempo è diventato un lavoro come docente in aula, uno degli studi più affascinanti che ho fatto è stato quello sulla vita sociale delle scimmie antropomorfe, in particolare scimpanzé e bonobo. Ho trovato molto interessante approfondire le modalità di interazione sociale di queste colonie di primati, per capire le differenze e le similitudini che hanno con noi esseri umani, che ci fregiamo del massimo grado di evoluzione.

Al di là dell’ovvio, parlando di gratitudine e di riconoscenza, quindi di reciprocità, è inevitabile toccare la corda del valore sul quale questi sentimenti si muovono. L’essere umano occidentale ha innumerevoli modi per mostrarsi riconoscente verso qualcuno, dal semplice ringraziamento sentito al contatto fisico, dal dono all’invito a cena, dalla recensione positiva sui social network al passaparola virtuoso.

Per le scimmie la moneta di scambio è molto più semplice e si sviluppa su due canali: offerta di cibo e grooming (la tolettatura del mantello). Se sei uno scimpanzé e hai fatto una sessione di grooming a un altro, è facile che questo, il giorno dopo, faccia un grooming a te o ti regali del cibo. Naturale e semplice.

Quando uno scimpanzé trova una grossa riserva di frutti, viene rispettato e nessuno azzarda forme di prepotenza, nemmeno il maschio alfa, che si mette in coda nella speranza di ricevere la sua parte.

Gli etologi hanno osservato che lo scimpanzé titolare della nuova riserva di cibo, tende naturalmente a distribuirla e lo fa su una scala di reciprocità, privilegiando chi in passato gli ha donato cibo o grooming e ricambiando il favore, mentre agli altri, nonostante le sonore e continue richieste, non dà nulla.

Risulta chiaro, quindi, che queste antropomorfe registrano gli atti di generosità ricevuti e tendono ad esserne grati non appena ne hanno la possibilità.

gratitudine 02Questa tendenza a ricambiare i favori non è uguale per tutti i tipi di rapporti duali

Gli etologi hanno osservato un’altra cosa ancor più interessante: se due scimpanzé sono molto legati tra loro e si scambiano spesso sessioni di grooming durante la giornata, queste attenzioni diventano, per così dire, dovute e perdono valore rispetto a un grooming ricevuto per caso da uno sconosciuto, verso il quale la reciprocità sarà molto più accesa.

Nelle relazioni superficiali i piccoli favori risaltano di più e sono più ricambiati

Credo che questo sia il cruccio di tanti genitori, perché anche noi umani agiamo in questo modo, da che mondo è mondo.

gratitudine 03Chi ci copre di attenzioni quotidianamente, chi ci accudisce e si prende cura di noi, chi ci mette sempre al primo posto e ci tratta al meglio come nessun altro sa fare, passa in una sorta di secondo piano dove tutto è dovuto e normale che accada, quindi tendiamo a non mostrare reciprocità, soprattutto quando ci troviamo nel ruolo di figli o di partner abituali.

Lo sconforto di un genitore, che ha avuto questi comportamenti fin dalla nascita della sua creatura, è certamente grande nel momento in cui il figlio dovesse mostrarsi grato verso una persona appena conosciuta il cui gesto non vale un millesimo rispetto a ciò che ha fatto il genitore stesso, condannato biologicamente ad essere scontato.

gratitudine 04Ogni tanto fermiamoci e rendiamoci conto

Penso che tutti dovremmo ogni tanto fermarci un attimo e renderci conto di ciò che stiamo dando per scontato riguardo alle attenzioni ricevute, al metaforico grooming che quotidianamente riceviamo da genitori indefessi, partner amorevoli, amici fraterni, vicini di casa disponibili o colleghi votati al sacrificio per noi.

Fermiamoci e rendiamoci conto che nulla di tutto questo è dovuto, né da dare per scontato, e che è meglio capirlo prima che sia troppo tardi, perché certi flussi possono interrompersi, certi assistenti se ne vanno ed è solo in quei momenti che, molti di noi, riescono ad aprire gli occhi su ciò che hanno ricevuto.

Alla prossima,
Sergio Omassi

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Sergio Omassi

Sono un life coach e un formatore: ti aiuto a prendere la direzione migliore, rispettando la molteplicità che ti contraddistingue.


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