Manuale per Relazioni Fondamentali

di Sergio Omassi | Edibom Edizioni Letterarie | 2020

 

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Sinossi

Questo libro è il distillato degli anni di studio di Sergio Omassi, che seleziona i migliori consigli per gestire al meglio le relazioni fondamentali, ovvero quelle con le persone con cui trascorriamo la maggior parte del nostro tempo.
Va da sé che non sono fondamentali solamente i nostri genitori, i parenti più stretti, il partner ed eventuali figli, ma anche colleghi, collaboratori, subalterni e superiori, con i quali, spesso, passiamo più tempo rispetto a quanto ne passiamo in famiglia. È la qualità delle relazioni che abbiamo a farci essere felici o amareggiati e lo sa bene sia chi riesce da sempre a farle funzionare, sia chi, al contrario, si trova in situazioni difficili che creano disagio emotivo.
Omassi ti accompagna in un viaggio semplice, con un linguaggio accessibile anche a chi non ha delle conoscenze importanti in ambito psicologico, offrendoti concetti chiave su cui farti innanzitutto delle domande, per poi scegliere, in autonomia, se ha senso cambiare qualcosa nella tua comunicazione, oppure continuare come stai facendo.


 

Introduzione

Difficile esser pronti prima,
lo si diventa dopo averlo fatto.

L’emergenza dovuta al Covid-19 nei primi mesi del 2020 è stata tragica su molti fronti per tutti noi, ma ha portato con sé anche alcune sfumature positive, per chi ha saputo coglierle.

Personalmente ho avuto un dono inaspettato: un tempo nuovo.

Giornate intere, tutte per me, da dedicare allo studio, al ripasso, alle sperimentazioni nel primo mese di isolamento coatto. Nei giorni a seguire questa nuova ricchezza mi ha permesso di attivarmi nel rendere finalmente concreti alcuni progetti, che avevo nel cassetto da anni, come creare contenuti video sul mio canale YouTube e iniziare a scrivere il libro che stavo rimandando da troppo tempo.

Quindi, grazie al coronavirus ho potuto dedicare passione a un media che secondo me è il futuro per chi ha qualcosa da comunicare - dal momento che si legge sempre meno e si guardano sempre più video, soprattutto in Italia - e mi sono anche messo d’impegno, non avendo più l’alibi del tempo insufficiente, a scrivere le pagine che hai tra le mani in questo momento.

In entrambi i casi ho dovuto combattere contro una sorta di sindrome dell’impostore che, per chi non la conoscesse, è una distorsione cognitiva a causa della quale chi ne è colpito si sente sempre non preparato a sufficienza e in costante pericolo di essere smascherato da chi ne sa di più. Ad aiutarmi, in questo caso, è stata la conoscenza della sindrome diametralmente opposta: se da un lato abbiamo persone preparate che soffrono l’invalidante sindrome dell’impostore, dall’altro esistono individui inesperti, se non addirittura inetti, che si sopravvalutano definendosi dei guru in qualche materia e certamente non si fanno scrupoli a scrivere libri (sindrome di Dunning-Kruger). Quindi, mi son detto:

se proprio una sindrome devo avere, preferisco essere un imbecille convinto di saperla lunga.

Una cosa è certa e non ci sono sindromi che tengano: studio ogni giorno per migliorarmi, macinando saggi di psicologia, filosofia e comunicazione relazionale scritti dalle personalità più rilevanti dei vari settori… e lo faccio da circa vent’anni.

Tutta questa mole di conoscenza appresa devo pur metterla da qualche parte e potresti essere proprio tu la lettrice o il lettore che a un certo punto penserà tra sé e sé:

Che noia, che ovvietà, che aria fritta mi sta propinando Omassi! Che cose già sentite!

Se avverrà questo, inutile che te lo dica, abbandona la lettura immediatamente e usa questo libro per altri più nobili scopi, come fungere da spessore a una gamba di tavolo traballante.

Tuttavia, ciò che spero è un’altra cosa, ovviamente. Vorrei tanto che il mio lavoro sia d’aiuto a quelle persone che sono imprigionate in relazioni difficili e non riescono a trovare una soluzione, che non per forza debba essere la fine della relazione, ma una nuova modalità di interazione che faccia vincere entrambi.

Come ha scritto Umberta Telfener, una delle psicologhe contemporanee che più ammiro

Ci vogliono due persone per mantenere un conflitto e una sola è sufficiente per rompere un vecchio schema comportamentale e introdurre atteggiamenti piacevoli per entrambe.[1]

E ancora, spero che questo libro possa essere uno spunto per rendere consapevoli il maggior numero di persone del fatto che i nostri disagi emotivi, nella stragrande maggioranza dei casi, derivano da malfunzionamenti relazionali. Vorrei che questo testo accompagni chi lo legge a comportarsi in una maniera che favorisca l’instaurarsi di una buona relazione, sin da quando la relazione stessa è all’inizio, coltivando il reciproco rispetto, la considerazione e la stima.

Tutto quello che troverai nelle pagine a seguire potrebbe indurti a pensare che io sia un membro della famosa setta del volemmosebbene, nata dalla filosofia New Age, per cui il pensiero positivo e una buona predisposizione d’animo verso gli altri, a prescindere, sono le basi su cui fondare una vita felice e appagante.

Niente di tutto questo! Per come la vedo, a volte un liberatorio vai al diavolo è sacrosanto e, non essendo ancora così evoluto spiritualmente, penso che non siamo obbligati da nulla e da nessuno a voler bene a tutti, tantomeno a chi si comporta male in modalità reiterata verso di noi.

Non ti accompagnerò ad abbracciare gli alberi per sentire le energie divine presenti in te e connetterti alla madre terra, ma spero di farti capire che abbracciare una persona può darti moltissimo sul piano della chimica cerebrale, che un abbraccio dà molto anche a chi lo riceve e che esiste una splendida possibilità di connessione tra esseri umani - non solo tra umani e alberi - e si chiama risonanza limbica.

Utilizzerò il più possibile un linguaggio famigliare, senza troppi virtuosismi lessicali, poiché mi rivolgo proprio a chi è in una posizione neofita riguardo ai dietro le quinte della comunicazione. Troverai parecchie note a piè di pagina per aiutarti a individuare le fonti da cui ho preso le informazioni e capire i significati di alcune espressioni o parole, che potresti non aver mai sentito prima.

Questo non è un libro per addetti ai lavori, ma per chi, svolgendo un mestiere differente, si trova spesso a farsi domande sui perché, nonostante le nostre migliori intenzioni, a volte otteniamo risultati scadenti con la nostra comunicazione.

Questo testo non è neppure per chi pensa di avere sempre ragione, per chi è convinto che in difetto siano sempre gli altri, per chi non si mette in discussione: infatti che senso avrebbe leggere un libro del genere se si credesse di non avere nulla da migliorare? Se ritieni di far parte di questa categoria, fermati subito e regala il libro a chi, invece, ha sempre torto, non farai fatica a trovarlo.

Procedi nella lettura se credi nel potere delle buone relazioni e nei loro effetti positivi sulla nostra qualità della vita.

Quando una relazione è felice si sta bene in due, quindi possiamo impegnarci a migliorare noi stessi nell’ottica di ciò che amo chiamare… sano egoismo.

 

[1] Telfener U., Letti sfatti, Firenze, Giunti Editore S.p.A., 2018


 

Recensioni su Amazon

 

Mario S.

Lettore ebook

Recensito in Italia il 30 agosto 2020

Acquisto verificato

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Patrizia Menchiari

Lettrice ebook

Recensito in Italia il 5 settembre 2020

Acquisto verificato

Nella vita aiuto gli altri a comunicare meglio per costruire relazioni più soddisfacenti: relazioni commerciali ovvero relazioni tra persone.
Ho letto quindi con curiosità il libro del collega Omassi.
Instaurare con gli altri delle buone relazioni è fondamentale in qualsiasi ambito della vita: personale e professionale.
Spesso ci impegniamo con gli estranei e trascuriamo i legami fondamentali: coppia, amici, colleghi con i quali spesso interagiamo in modo conflittuale.
Il libro contiene un utile distillato delle migliori tecniche e teorie dei maestri della psicologia e della comunicazione per coltivare relazioni reciprocamente soddisfacenti.
Ho ripassato con piacere quanto a suo tempo avevo studiato da Andrea Cirelli, Benemeglio, Carnegie, Nardone, Ekman.
Ho scoperto di meritare -secondo l’autore- un nobel per la pace e forse per la chimica, visto che sono sposata da tanti anni!!
Molto interessante la trattazione dell’assertività e della comunicazione non verbale, me ne occupo da anni e ho trovato efficace la spiegazione. Ho particolarmente apprezzato l’approccio etico dell’autore nei confronti del lettore: niente ricette miracolose per manipolare o comandare gli altri, ma un quadro completo delle conoscenze utili per saperci mettere in sintonia con gli altri, lavorando sulla consapevolezza dei nostri stati e bisogni emotivi.
Ben lontano dall’approccio “prendi all’amo il tuo cliente” o “chi domanda comanda” che oggi va molto di moda.
Consigliato a chi vuole costruirsi delle basi sul tema della comunicazione efficace e anche a chi le ha già, per rafforzare le proprie competenze.
Anche perché, e questo è forse l’insegnamento più inatteso e prezioso del libro, l’umiltà è una dote preziosa e da rivalutare, perché si accompagna alla curiosità, alla capacità di ascoltare veramente, di mettersi in discussione e di crescere.


 

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