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Domenica, 21 Luglio 2019 07:52

Il linguaggio del corpo spesso è come un film In evidenza

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linguaggio del corpo come un film 01

[Tempo di lettura: 6 minuti]

Vieni con me al ristorante?

L'interlocutore che abbiamo davanti ci manda tutti i segnali necessari a capire cosa pensa davvero ed è divertente - oltre che utile ad affinare la tecnica - mettere in pratica la lettura del non verbale su perfetti sconosciuti che non incontreremo mai più.

Partiamo con un indovinello?

Una gatta ha due figli: Pallina e Roger. Quale è il nome della gatta!

Tutto ciò che ti serve per risolverlo è nella sua formulazione.

Se non riesci subito, non preoccuparti: leggi di nuovo.

La maggior parte delle persone non riesce a venirne fuori in meno di trenta secondi, quindi non biasimarti se non ce la fai.

Questo test ha a che fare con le nostre previsioni, che a loro volta hanno a che fare con le nostre abitudini: quando il nostro cervello deve percepire qualcosa di nuovo, tende a semplificare e a collocare elementi noti dove di solito li ha incontrati in situazioni simili. Lo fa semplicemente per risparmiare energia e tempo.

Ce l'hai fatta a risolverlo?

Se la tua risposta è no... controlla alla fine della frase e vedrai che c'è un punto esclamativo, non un punto interrogativo come probabilmente hai dedotto. Non si tratta quindi di un indovinello, ma di due affermazioni in sequenza: Una gatta ha due figli che si chiamano Pallina e Roger, mentre lei si chiama Quale.

Al di là del fatto che l'Ente Protezione Animali dovrebbe punire chi dà un nome del genere a una creatura, è un ottimo esempio per farti capire quali sono le trappole nella lettura del linguaggio non verbale. Il corpo di una persona dice sempre tutto, ma spessissimo non facciamo attenzione ai particolari!

Ovviamente l'attenzione è da allenare e i luoghi migliori per farlo sono i ristoranti.

 

Ogni ristorante è una multisala cinematografica

Chi ha seguito il sottoscritto o Simone Cerri in aula, probabilmente già lo fa da tempo: periodicamente si reca in solitaria in un ristorante frequentato, per osservare altri tavoli ed allenarsi nella lettura del corpo su perfetti sconosciuti.

I soggetti migliori sono le coppie, perché ci si può concentrare su un'interazione duale, un botta e risposta che vede solo due persone protagoniste.

Consiglio di scegliere un tavolo in cui si possano vedere anche i piedi delle persone, poi vediamo il perché.

linguaggio del corpo come un film 02

Quando hai scelto il tuo tavolo inizia il film

A circa sei metri davanti a te, ci sono due giovani tra i ventiquattro e i trent'anni. Lui piuttosto smilzo e vestito sportivo - lo chiameremo Guido - è proteso verso di lei, con i gomiti appoggiati al tavolo. Lei, che chiameremo Mara, ha capelli castani appena sopra la spalla, un vestito sobrio a mezza coscia e sta appoggiata allo schienale, accarezzandosi il braccio destro mentre si guarda intorno a tratti. Capisci che probabilmente è un primo appuntamento... quasi certamente voluto da lui.

Li osservi e capisci che Guido pone delle domande brevi e lascia che Mara risponda. Lei sembra perfettamente a suo agio, sorride spesso mentre parla, lui altrettanto mentre ascolta. A volte Mara scosta i capelli dietro l'orecchio, dando un segnale preciso: puoi sedurmi.

A un tratto Guido dice qualcosa e Mara si protende in avanti a sua volta, abbandonando lo schienale della sedia e accarezzandosi una guancia: capisci che Guido ha toccato una corda affettiva molto gradita dalla donna, che inizia di nuovo a parlare, a volte reclinando leggermente il viso da un lato, per scoprire il collo, altro segnale inconfondibile di disponibilità.

Stai tifando per Guido, felice che stia giocando le sue carte perfettamente, quando ti rendi conto che inizia a parlare e a gesticolare in maniera morbida. Guido parla, parla, parla, entra in modalità monologo e pochi minuti dopo ecco che Mara torna ad appoggiarsi allo schienale e, cosa ancora più preoccupante, aggancia i piedi dall'interno alle gambe anteriori della sedia. Questo gesto dei piedi indica sempre che il soggetto vorrebbe andarsene ma non si permette di farlo, quindi si lega alla sedia, probabilmente per non ferire l'altro.

Inizi a preoccuparti, poiché Guido è ormai in soliloquio andante: Mara si guarda intorno, sposta il suo bicchiere lontano da lei, senza averlo usato per bere: un altro segnale di rifiuto molto forte.

linguaggio del corpo come un film 03Il cameriere, probabilmente inviato dalla divina provvidenza, si presenta al loro tavolo con due stuzzichini e si prepara a prendere le ordinazioni. Mara lo accoglie come un beduino accoglierebbe la pioggia nel deserto dei Sahara: si protende di nuovo verso il tavolo e si umetta le labbra con la lingua guardandolo. Se il lavorante conoscesse il mondo non verbale ne sarebbe molto felice.

Fanno la loro ordinazione e il cameriere arriva da te, come il vicino che bussa alla tua porta nel bel mezzo di un film avvincente che non puoi mettere in pausa. Fai la tua ordinazione, sperando che nel frattempo al tavolo della coppia le cose stiano andando meglio, ma ti rendi conto, tornando ad osservare i due, che lui sta ancora parlando. 

Mara ha le spalle ricurve, come se avesse tutto il peso del mondo addosso; ha anche incrociato le braccia, ma non è servito a dissuadere Guido dal suo monologo e a invitarlo a ficcarsi una patata in bocca. I piedi di lei ora sono puntati entrambi verso la porta di uscita dal ristorante e questo la dice lunga sulla direzione che vorrebbe prendere.

Come andrà a finire?

Per chi sa leggere tutto questo, l'epilogo è annunciato: a meno che Guido non torni nella modalità iniziale, che generava in Mara atteggiamenti corporei di gradimento e predisposizione, ben difficilmente lei sarà disponibile ad una seconda uscita.

Anche se non hai mai seguito un corso sulla comunicazione non verbale, potresti provare a farci attenzione e magari iniziare ad osservare il linguaggio del corpo di persone sconosciute, giusto per renderti conto che esiste un altro canale di comunicazione oltre alla parola. 

A quel punto, molto probabilmente, ci vedremo in aula.

Alla prossima

Sergio Omassi

 

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Sergio Omassi

Sono un life coach e un formatore: ti aiuto a prendere la direzione migliore, rispettando la molteplicità che ti contraddistingue.


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