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Giovedì, 22 Agosto 2019 09:32

Essere assertivi, per essere adulti. In evidenza

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assertivita 01[Tempo di lettura: 5 minuti] La maggior parte dei clienti che si rivolgono a me per una consulenza denunciano problemi relazionali, per lo più nella sfera affettiva, ma anche in quella lavorativa. Spesso, a mio avviso, è la mancanza di assertività a creare il terreno fertile per simili disagi.

 

Cos'è l’assertività? 

Pochi sono capaci di definire questa parola. Tu sei in grado di farlo, senza sbirciare sul dizionario? 

Penso che l’assertività sia la qualità più importante da possedere per instaurare relazioni sane e, sono convinto, per evitarsi parecchie derive spiacevoli dovute al non detto o al dato per scontato.

Vediamo cosa dice Wikipedia:

L'assertività (dal latino "asserere" che significa "asserire"), o asserzione (o anche affermazione di sé), è una caratteristica del comportamento umano che consiste nella capacità di esprimere in modo chiaro ed efficace le proprie emozioni e opinioni senza tuttavia offendere né aggredire l'interlocutore.

Conosco pochissime persone veramente assertive e, devo ammettere con rammarico, nessun giovane. Nella nostra società, da quello che mi è apparso nei primi cinquantadue anni di vita, non è facile trovare persone assertive. Possiamo imbatterci in individui sfacciati, quelli che non hanno peli sulla lingua ma sarebbe meglio che ingoiassero una parrucca al giorno vista la modalità con cui si dimostrano agli altri, ma gli assertivi sono davvero rari.

I soggetti assertivi sono rari a causa di due fattori, principalmente.

Il primo è che veniamo cresciuti a suon di regole, dai nostri genitori, dai nonni, dagli zii… che ci hanno bombardato con frasi come “non disturbare”“non essere emotivo”, “non sbagliare”, “non interrompere”, e compagnia bella. Regole sacrosante, certo, ma spesso talmente reiterate da diventare un tormentone della coscienza, travalicando il senso originario e accompagnandoci come vincoli per tutta la vita.

Il secondo è che manca un’educazione alla metaconsapevolezza, ovvero al riconoscimento e alla gestione delle nostre emozioni, nonché un'educazione all'assertività, mentre sarebbe molto funzionale per una società allevare bambini che diverranno adulti assertivi.

Al di là del riduzionismo di qualsiasi definizione si possa trovare in rete per la parola assertività, secondo il grande maestro di relazioni Dale Carnegie questa qualità si trova nel mezzo di due poli.

Nel primo abbiamo la persona passiva, debole, sottomessa, irrispettosa delle proprie esigenze, il ragionier Fantozzi per intenderci, che a posteriori fa sempre i conti con una grave disistima in se stessa

Al polo opposto c’è l’aggressivo sconsiderato, il respingente, l’arrogante, come Vittorio Sgarbi quando viene preso dalla tramontana e si inalbera (Capra! Capra! Capra!), che per contro - se è minimamente intelligente -  paga un prezzo di sensi di colpa per non essersi controllato. 

In mezzo ai due poli c’è la persona assertiva, quella che l'Analisi Transazionale chiamerebbe l’adulto.

assertivita 02Non solo esprimersi, quindi, ma farlo in maniera appropriata

Ogni essere umano cerca stima considerazione e vuole essere trattato con equità

Quando queste esigenze non vengono naturalmente appagate, purtroppo è più facile imbattersi in comportamenti passivi oppure arroganti, piuttosto che trovarsi davanti individui assertivi. In buona sostanza, la mancanza di educazione all'assertività ci porta a muoverci quasi esclusivamente nei poli che ho nominato, e questo dà adito a dinamiche relazionali infinite e non certo foriere di felicità.

In ambito lavorativo, ad esempio, l’assertività evapora ogni qual volta assumiamo un punto di vista personale e abbandoniamo l’ottica professionale, finendo per lamentarci anziché parlare dei dati di fatto oggettivi. 

La cosa si fa notevolmente più ardua in momenti di forte pathos poiché, senza una buona gestione delle proprie emozioni e un ottimale controllo delle relative reazioni, è quasi impossibile riuscire a comportarsi in maniera assertiva.

La tua assertività verrà spesso percepita come sfida, soprattutto dall'interlocutore appartenente al gruppo degli aggressivi: ti troverai quindi sotto attacco e sarà quello il momento in cui dovrai dimostrare davvero la tua capacità, senza cadere nella trappola. In questi frangenti concentrati, immagina Oscar Wilde che ti appare immerso in una luce dorata e ti sussurra:

Mai discutere con un idiota, 
ti trascina al suo livello 
e ti batte con l'esperienza.

È davvero difficile, per analfabeti emozionali come siamo noi italiani, riuscire a non personalizzare il problema, mettendoci - reciprocamente - quelle iniezioni di EGO che spesso rovinano i dialoghi, i confronti e, alla fine, anche i rapporti.

Forse è proprio la capacità di esprimere le emozioni negative senza cadere nella lamentazione o nello sfoghismo, evitando recriminazioni, prediche, e ogni altra forma di dialogo fallimentare, ad essere una delle caratteristiche principali dell’assertività. Ma lo è anche riuscire a dichiarare di essere in disaccordo, o saper esprimere un rifiuto, senza cadere in comportamenti infantili; e ancora saper chiedere perché non soltanto per lamentarsi ma per capire meglio e operare nella maniera migliore.

Per concludere, l’assertività è più facile da riconoscere che da descrivere, poiché è veramente ricca di sfumature, ognuna delle quali è un ingrediente fondamentale per DIVENTARE ADULTI.

Alla prossima,
Sergio Omassi

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Sergio Omassi

Sono un life coach e un formatore: ti aiuto a prendere la direzione migliore, rispettando la molteplicità che ti contraddistingue.


SCRIVIMI, TI RISPONDERÒ PRIMA DI QUANTO TU CREDA

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