Mercoledì, 24 Luglio 2019 08:43

Aggiornamento sul concetto di "resilienza" applicato all'essere umano In evidenza

Scritto da

antifragile 01Evoluzione del concetto di resilienza

[Tempo di lettura: 4 minuti] Da decenni assisto all'uso frequentissimo della parola "resilienza" per descrivere la capacità di alcune persone di resistere agli urti della vita e di saper tornare come prima, anche in seguito a una tragedia. Be', questo uso è improprio. Vediamo insieme i perché.

 

Accogliamo qualcosa di nuovo, per cortesia...

"Nuovo" si fa per dire, visto che voglio portarti nel 2012 a scoprire quando è apparso per la prima volta un vocabolo che ha tutte le carte in regola per sostituire, una volta per tutte, la parola resilienza, ormai abusata, martoriata, strapazzata da decenni in una maniera, a mio avviso, piuttosto impropria.

Quante volte abbiamo sentito o letto l'espressione resilienza applicata al mondo della psicologia? Quante volte l'abbiamo sentita coniugata alla persona che è forte e resiste agli urti della vita? Quante volte è stata veicolata in corsi di formazione di ogni genere e, quindi, venduta, come qualcosa che si può acquistare?

Facciamo chiarezza... poi decidi tu se usarla ancora in questo modo oppure no

Il termine resilienza nasce nel mondo della metallurgia, e indica la capacità dei materiali di resistere agli urti senza spezzarsi. Nei test di laboratorio la resilienza viene valutata di solito attraverso la prova di Charpy (vedi video qui a fianco), che misura l'energia necessaria per rompere, con un solo colpo, il provino del materiale preso in esame. 

Va da sé che il materiale più resiliente sarà quello che nemmeno si deforma a seguito del test, definendo il valore massimo della scala (è il caso, se non sbaglio, dell'acciaio a temperature non inferiori allo zero termico).

I materiali che presentano resilienza bassa sono detti fragili.

Ora... l'applicazione di questo concetto alla persona, seppur interessante sotto l'aspetto metaforico, lascia un po' perplesso chi, come me, ha letto il meraviglioso saggio di Nassim Nicholas Taleb che si intitola Antifragile (2012 - in promozione su IBS a € 20,40 anziché a € 24,00 nel momento in cui scrivo).

Seguiamo insieme il ragionamento del professore 

Secondo Taleb, docente presso il Politecnico dell'Università di New York e all'Università di Oxford, è assolutamente improprio utilizzare il concetto di resilienza sull'essere umano, poiché solamente un metallo molto forte e solo a determinate condizioni di temperatura può essere definito in questo modo.

La capacità di resistere a un grave shock per un essere umano è una grande dote, certamente, ma nessuno di noi, quando abbia subito un dolore così mostruoso come la perdita di un figlio, per fare l'esempio più tragico, può tornare esattamente come era prima. A volte nemmeno dopo il fallimento della propria impresa è possibile farlo: 

antifragile 02Non ci è possibile tornare come prima, secondo Taleb, a seguito di certi scossoni emotivi!

La possibilità stessa di ritornare come prima è la conditio sine qua non per misurare il grado di resilienza, ma un sistema complesso come l'uomo, se sottoposto a determinati stress, questa possibilità non ce l'ha.

Tuttavia... una buona notizia

Alcuni esseri umani sono strutturati in modo da trarre vantaggio dagli scossoni: ci sono persone che danno il loro meglio, che crescono quando sono esposte a fattori di stress, a lutti o a gravi perdite, al disordine; persone che prosperano quando si trovano in un'avventura inaspettata, quando corrono un rischio che per altri sarebbe destabilizzante, o si trovano a nuotare nell'incertezza.

Ebbene, queste persone si collocano all'opposto della fragilità ma, per i motivi che abbiamo già spiegato, è impossibile per ognuna di loro tornare esattamente quella di prima, come farebbe l'acciaio... alla giusta temperatura. 

E allora come chiamarli questi soggetti, ma anche certi sistemi come un'organizzazione, un'impresa, una banca? Come possiamo definire una cosa che dopo uno scossone diventa meglio di prima?

Il professor Taleb conia, appunto, il termine ANTIFRAGILE e personalmente lo trovo geniale.

antifragile 03Chi sono gli antifragili?

Quell'imprenditore che si è trovato costretto a chiudere la propria azienda, con il cuore stremato anche per i licenziamenti che ha dovuto affrontare, accettando la sconfitta per reinventarsi e riprendere ad alzare la testa, non è resiliente, semplicemente perché non potrà mai dimenticare cosa ha passato, ma quando si sarà rialzato potrà dirsi "sono antifragile, perché non mi sono spezzato, perché porto con me la mia sconfitta e ne traggo ogni giorno la forza per non rifare gli stessi errori".

Quella madre che si è trovata sola di colpo, tradita da un uomo che nemmeno le sa riconoscere un aiuto economico e riesce comunque a crescere un figlio, o più di uno, e arriva addirittura ad amare di nuovo, non è resiliente, non sarà mai più quella che era un tempo, ma è antifragile, perché è molto più di ciò che era un tempo.

Quello sportivo che ha subito un incidente, un'amputazione che farebbe rinunciare la maggior parte di noi, e decide di continuare a fare lo stesso sport, raggiungendo anche livelli notevoli nonostante il deficit, non è resiliente... non può più essere quello di prima. 

Antifragile, si chiama antifragile signori.

Alla prossima,
Sergio Omassi

 

Letto 514 volte
Sergio Omassi

Sono un life coach e un formatore: ti aiuto a prendere la direzione migliore, rispettando la molteplicità che ti contraddistingue.


SCRIVIMI, TI RISPONDERÒ PRIMA DI QUANTO TU CREDA

SERGIO OMASSI CHI

Academy AR

BOOK

CONTATTAMI SU WHATSAPP omassi

whatsapp

ARTICOLI NEL BLOG

CONTATTA SERGIO OMASSI

STUDIO:
Via Luigi Gadola, 33
25136 Brescia

training@omaxi.net
+39 346 2858832

SEGUI SERGIO OMASSI

facebook   linkedin   camTv
 
 

logo white

Vai all'inizio della pagina