Venerdì, 19 Luglio 2019 11:01

Corpo e mente: si influenzano a vicenda?

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Una via a doppio senso

[Tempo di lettura: 5 minuti] Le situazioni non cambiano, non abbiamo potere sugli eventi, ma solo sulle nostre reazioni. Il proprio modo di vedere le cose influisce sul corpo, ma anche le nostre posizioni e espressioni influiscono sul modo di vedere le cose e, quindi, sulle emozioni che proviamo.

Il modo di agire è sempre nelle nostre mani

Immagina di camminare in solitudine per la città, mentre stai andando ad un appuntamento, un pranzo di lavoro, ad esempio. Stai camminando, pensando ai fatti tuoi, quando senti una leggera bastonata sul retro della gamba destra. Ti giri con una certa irritazione ovviamente, per capire cosa sta accadendo e... ti rendi conto che c'è un uomo ipovedente che si fa strada con il tipico bastone bianco per ciechi. A meno che tu soffra di coprolalia, la rabbia, che un attimo prima stava crescendo dentro di te, si dissolve in un battito di ciglia, lasciando spazio, probabilmente, alla compassione.

È solo un banale esempio che dimostra quanto velocemente i nostri pensieri possono cambiare, agendo immediatamente anche sulle nostre emozioni.

Ma non finisce qui: se ti avessi filmato mentre ti stavi girando, e ti mostrassi il video, ti renderesti conto di un cambio repentino anche nel tuo corpo! 

La fronte corrugata, gli occhi a fessura, il probabile digrignare i denti sarebbero mutate in un millesimo di secondo in tutt'altre espressioni: le mascelle si sarebbero rilassate, probabilmente avresti socchiuso le labbra, gli occhi si sarebbero aperti in sorpresa, la fronte si sarebbe distesa, e molto probabilmente si sarebbe acceso un sorriso di accoglienza, nonostante l'ipovedente non potesse vederlo.

Il nostro linguaggio del corpo invia segnali anche a noi stessi

Ho parlato più volte delle cosiddette Power Poses scoperte dalla psicologa americana Amy Cuddy e presentate in un bellissimo intervento al TED TALK del 2012 tenutosi a Edimburgo (qui puoi vedere l'intervento originale). La ricercatrice, a seguito di ricerche durate circa un decennio, ha scoperto che la via mente/corpo è a doppio senso: non solo le nostre emozioni ci fanno assumere determinate posizioni del corpo, ma vale anche il contrario, ovvero che determinate posizioni del corpo innescano in noi il rilascio di ormoni specifici che sono responsabili dello stress, della tristezza e della depressione nei casi di posizioni chiuse, e di sensazioni di potere, senso di forza e in generale ottimismo nei casi di posizioni aperte, dove occupiamo più spazio possibile.

Basta pensare al gesto che fa un calciatore che ha appena segnato un goal per la sua squadra, oppure al gorilla che si batte i pugni sul petto, o ancora al gatto che inarca la schiena ed alza il pelo quando vuole incutere timore all'avversario. 

corpo mente 02La doppia via del sorriso

Sei su un mezzo pubblico, quando incontri una persona che ti trasmette una piacevole sensazione. La intravedi da lontano, è proprio lei. La sequenza consueta è la seguente: riconosci la persona, ti si accende un sorriso che parte dagli occhi e le vai incontro per salutarla.

Se la tua gioia non è autentica, ma vuoi solo simulare di essere felice di vederla, il tuo sorriso si accenderà solamente quando sarai davanti a lei - non quando la vedi da lontano - e sarà un sorriso solo di bocca, con gli occhi che restano quasi inalterati. 

In entrambi i casi la via è mente/emozione > corpo.

Ma vediamo il senso opposto, ovvero corpo > mente/emozione:

Nel 1988, uno psicologo di Mannheim, Fritz Strack, condusse una ricerca davvero interessante. Divise i partecipanti in due gruppi: al gruppo A fu chiesto di guardare alcuni cartoni animati tenendo tra i denti una matita, in modo che si sollevassero i muscoli zigomatici superiori, come quando si sorride in maniera autentica. Il gruppo B, invece, doveva stringere la matita solamente con le labbra, impedendo agli stessi muscoli di agire, quindi impedendo il sorriso. 

corpo mente 03

Il risultato fu che il gruppo A giudicò i filmati decisamente più divertenti!

Quando sei in collera... prova a strizzarti l'occhio davanti allo specchio

È proprio il caso di dire PROVARE PER CREDERE: quando mi imbattei in questa ricerca durante i miei studi, ero totalmente diffidente e pensavo che si trattasse di una scemenza bell'e buona. Avendo, però, una lontana parentela con San Tommaso, mi riproposi di testare quanto stavo leggendo la prima volta in cui mi fossi trovato in un accesso di rabbia.

Ma andiamo per ordine: la ricerca venne effettuata dallo psicologo Jens Corssen... su se stesso, e poi divulgata e presa per buona poiché testata da più persone.

Si tratta di una pratica da usare nei momenti in cui, appunto, siamo presi da rabbia o da collera, e consiste nel mettersi davanti a uno specchio, guardarsi negli occhi ed iniziare ad ammiccare a se stessi. Sì, hai capito bene: se provi una forte incazzatura, strizzati l'occhio guardandoti in uno specchio e noterai che riprenderai il controllo della situazione, la tua muscolatura si rilasserà e quindi anche l'emozione negativa verrà ridimensionata.

Mi capitò di provarla al volante, una notte in cui un'automobile non rispettò lo stop e mi costrinse a una brusca e pericolosissima frenata. Per come sono, in questi casi, nonostante l'adrenalina sia alle stelle, se il malcapitato mi chiede scusa, anche solo con un gesto della mano, mi calmo abbastanza velocemente, dicendomi che può capitare. 

Quella notte, invece, il tizio era probabilmente ubriaco e mi fece dei gesti poco lusinghieri, portandomi ad immaginare di scendere dall'auto ed usarlo come sacco da boxe... ma mi ricordai di quello studio. Respirai profondamente, direzionai lo specchietto retrovisore in modo da vedermi negli occhi, ed iniziai ad ammiccare a me stesso. Funzionò e mi fece evitare una denuncia per percosse.

Anche in questo caso ci troviamo nella direzione corpo > emozione/mente.

La prossima volta in cui ti sale la collera verso tuo figlio, verso un collega o contro il superiore, se non basta contare fino a venti, prova ad andare in bagno e strizzati l'occhio un po' di volte. Se vuoi che funzioni meglio, mettiti una matita tra i denti e a quel punto... spera che nessuno ti veda, altrimenti si potrebbe preoccupare.

Alla prossima...

Sergio Omassi

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Sergio Omassi

Sono un life coach e un formatore: ti aiuto a prendere la direzione migliore, rispettando la molteplicità che ti contraddistingue.


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